Raccontare una storia d’amore. Intervista al filmmaker Marius Axinte

Axinte Marius

Fa decisamente caldo stamane. Mentre aspetto il treno che mi porterà a Roma per una nuova intervista di #coffeebreak penso alla mia lungimiranza di indossare almeno una tshirt e pantalone di cotone per stare un po’ fresco, altrimenti me la sarei vista nera. 

Come sempre sono in anticipo e ne approfitto per controllare le mail e vedere un po’ whatsapp se mi ha pensato qualcuno. Noto con piacere che ci sono ben 20 messaggi nei gruppi delle classi dei miei figli. 20 Messaggi. Avrò tempo per leggerli in treno, o magari stasera al mio ritorno. Nel frattempo ne arriva un altro: Ci vediamo dopo a Termini. E’ di Marius Axinte, il mio “ospite” di oggi. 

Intanto hanno annunciato il treno. Mentre raggiungo la carrozza e il mio posto penso a quando ci siamo conosciuti. Circa 9 anni fa. Mi contattò su Facebook proponendosi per l’agenzia come videomaker. Ci vedemmo la prima volta in un bar e subito nacque l’occasione di collaborare per un evento di moda di cui come agenzia curavamo la parte relativa alla documentazione visiva. Rimasi molto colpito dal suo modo di lavorare,dal suo modo di approcciarsi al lavoro, un qualcosa che qui in zona non si vedeva mai. 

Sono passati anni e abbiamo lavorato su diversi progetti, su diversi clienti e ogni volta il suo livello di qualità e di ricerca aumentava di livello e ti portava sempre a ricercare la perfezione. 

Il treno viaggia una bellezza oggi ed io non posso far altro che rilassarmi. Cuffie, apro spotify e faccio partire una playlist che mi ha suggerito un’amica ricca di pezzi dagli anni 80 mentre rileggo sul tablet l’intervista. In men che non si dica sono a Roma.  Ho ancora una mezz’ora di tempo e quindi scendo con calma e mi lascio trasportare quasi dalla folla viaggiatrice, esco fuori dalla stazione e resto lì,fuori Termini ad osservare la vita che scorre nell’attesa di arrivare in un luogo qualsiasi. 

Squilla il telefono, è Marius. Con la sua solita ironia mi dice che ho fatto tardi e che mi stava aspettando da un’ora. Sappiamo entrambi che non è così, ma è una cosa tutta nostra o perlomeno tutta sua che fa con tutti. 

Ci abbracciamo. Non ci vediamo da quando si è trasferito a Roma con la famiglia. Vedersi è un po’ difficile ma ci si riesce sempre in qualche modo. 

Iniziamo a raccontarci un po’ di cose e a scambiarci qualche battuta sul suo esser diventato romano, dopo esser stato per anni san giuseppese. (ndr. abitante di San Giuseppe Vesuviano, in prov di Napoli) Arriviamo in un bar che ha uno spazio un po’ più tranquillo. Ci sediamo ed ordiniamo un caffè. La cameriera ci fa un sorriso e iniziamo pensare se è rivolto più a me con la barba sale e pepe oppure al fascino dell’est pieno di muscoli. Non lo sapremo mai.  

Nell’attesa prendo l’iphone, apro il registratore e metto rec…si parte

Ora ti faccio la domanda in modo ufficiale. Come stai e come vanno le cose?

In modo ufficiale ti rispondo che va tutto bene. Sto bene.

“La videografia è uno stile di vita”.  Questa frase anni fa me l’ha detta la persona che è ora di fronte a me. Quanto conta oggi, dopo 10 anni di professione, questa frase per te? 

Infatti, sono passati 13 anni da quando sto praticando questa meravigliosa passione. Passione, che nel tempo è diventata il mio lavoro a tempo pieno.

Sì, per me la videografia è uno stile di vita. Come ogni cosa fatta bene, anche la videografia richiede tanta passione, sacrificio e determinazione. Senza questi 3 ingredienti non sarebbe possibile.Ogni coppia è unica e ha una storia unica da raccontare. Ecco perché mi piace catturare ogni storia separatamente e trasformarla in un film unico. La mia missione è creare un film che risveglierà esattamente gli stessi sentimenti tra 20 anni. Non importa quanto siano espressive le foto, un film ben fatto può trasmettere molto meglio l’atmosfera di un evento. E questo perché un film ha musica, voce e suoni reali. Ecco perché ogni nostro wedding film è diverso e unico.

Nel frattempo torna la cameriera con il caffè e subito ho la conferma che in realtà guardava lui. Mentre ridiamo per questa cosa beviamo il caffè che non é malvagio. Mi guardo intorno e vedo su una mensola del bar una coppa, mi sembra una cosa tipo torneo di calcetto. Ne approfitto per chiedergli dei premi che ha vinto un mese fa per dei racconti di matrimoni. 

Vincere premi è sempre un qualcosa che rende orgogliosi ed emozionati. Parlami dei premi che hai vinto in Romania per i tuoi film di wedding.

Vincere dei premi, non sò quanto possa essere importante. Dipende dalla persona alla persona. Ognuno la pensa in modo diverso.

Due dei motivi per cui ho partecipato al concorso sono:

a) Guadagnare la fiducia in me stesso. Raggiungere la finale ed essere “giudicato” da 26 videografi internazionali, con stili diversi, conferma se sei sulla strada giusta o meno.

b) I punti che ho accumulato nel contest, mi tengono sempre in prima pagina sulla piattaforma nuziale più importante della Romania. (fotografi-cameramani.ro)

Per quanto riguarda le competizioni, ci saranno sempre pro e contro. Coloro che non partecipano, per vari motivi, saranno sempre contrari alle competizioni o avranno sempre argomenti negativi su di esse.Parteciperò sicuramente anche quest’anno, ma non posso essere così sicuro per l’anno prossimo. Anche se non rinuncerei mai alla parte “wedding”, il mio interesse è sempre più rivolto ai video commerciali.

Lo ascolto parlare; è sempre stato un po’ schivo nel raccontare le sue cose e quello che dice lo fa sempre con il cucchiaino. Parla solo quando deve esporre le sue idee, mostrare il suo storyboard nei suoi lavori, anche nei matrimoni. Quando racconta le storie d’amore attraverso il suo modo di girare è davvero molto bravo, uno dei più bravi in Europa. 

Storytelling. Quanto è importante per te preparare un wedding film?

Negli ultimi anni nel mondo del matrimonio si parla molto di storytelling, che è una sorta di cronistoria per imagini che ha lo scopo di raccontare l’evento, il momento, ma sopratutto l’emozione. Per questo motivo e per il suo carattere fortemente emozionante, lo storytelling è la tecnica ideale per testimoniare e lasciare traccia di un matrimonio, uno dei giorni tra i più bellinella nostra vita.

“Storytelling” viene dall’inglese e significa storia e racconto.

La cosa bella di un  wedding film in stile storytelling, è che accompagna gli sposi e gli invitati durante la giornata, dal mattino fino alla sera. Lo storytelling non è solo il racconto diretto dell’evento focalizzato sugli sposi, ma anche catturare particolarei che sono parte della loro storia, momenti spensierati e spontanei che coinvolgono anche gli amici, i bambini, i genitori, il prete e molto alto ancora. Il storytelling segue un preciso filo conduttore e non è assolutamente una semplice raccolta di immagini e musica. Oltre le riprese, per creare un wedding film, l’audio è un elemento fondamentale. Personalmente, credo che la parte audio ha un importanza maggiore a quella video. Per questo motivo e per tante altre motivi, spesso mi rivolgo direttamente a un compositore, per avere delle musiche originali. 

 Oltre alle musiche, per questo tipo di film del matrimonio, è possibbile anche inserire delle voci narranti o piccoli aneddoti fatti sia dagli sposi che ospiti, cosi da renderlo ancora più emozionante.

Scegliere un storytelling per raccontare uno dei giorni tra più importanti della tua vita, significa avere un film di matrimonio unico.”

Ad un certo punto entra nel bar una ragazza in abito da sposa. Sembra di essere davanti al primo episodio di Friends o ancora meglio, quando Francesca Neri entra nel bar per incontrare Massimo Troisi nel bellissimo film “Pensavo fosse amore e invece era un calesse”.  Tutti guardiamo la sposa, bellissima, piena di gioia. Entra per salutare una persona che conosce. Si guardano, si abbracciano, poi lei vestita di bianco esce fuori e raggiunge gli invitati e lo sposo. Sembrava davvero la scena di un film. Mentre io guardavo la scena e mi emozionavo, Mario si prende un foglio dal taccuino che avevo portato con me, prende la penna e inizia a scrivere. Non posso crederci, sta abbozzando le idee per un prossimo matrimonio che racconterà. 

Cioè, dimmi una cosa. Farai fare questa scena ai tuoi prossimi sposi?

Ad essere sincero, mi è capitato di incontrare più volte una scena del genere. Provenendo dal settore cinematografico, dove tutto è diretto, anni fa ho iniziato a dirigere momenti anche nel settore wedding. Sì, alcune scene erano molto belle, ma col tempo ho capito una cosa molto importante, che le emozioni si perdono. Poiché le persone comuni non sono attori, le cose dirette eliminano la parte emotiva. Per questo ho iniziato a intervenire il meno possibile nell’evento, cercando di catturare quanti più momenti naturali ed emotivi.

Guardo l’orologio, manca poco ormai al termine dell’intervista, dopodichè entrambi torneremo ai nostri impegni.Ne approfitto per un’ultima domanda.

Il tuo lavoro ti porta a viaggiare tanto: Romania, Spagna, Francia e poco tempo fa in Norvegia. A livello lavorativo e di atteggiamento, quale paese ti ha sorpreso maggiormente? E quali sono i tuoi prossimi progetti lavorativi?

Ogni città, regione o paese ha qualcosa di unico, ma la Norvegia mi ha colpito di più.

Di recente, insieme ad mio collega Marian Pricope, abbiamo avuto l’opportunità di viaggiare per 6 giorni in Bergen (Norvegia) per scrivere una bellissima storia d’amore. In tutto questo tempo, dormendo al massimo 4 ore al giorno, ho fatto centinaia di chilometri su e giù, incontrando tante persone e vedendo tanti posti fantastici, che non so descrivere a parole. Mi è sembrato un paese estremamente calmo, disciplinato e senza un po’ di stress. Probabilmente perché vivere in quel paese è a un livello molto più alto.

Anche se ho avuto l’opportunità di lavorare in oltre 12 paesi, in più, il mio collega ha viaggiato in oltre 22 paesi, raccontandomi la cultura di ciascuno, se dovessi decidere in questo momento dove mi piacerebbe stabilirmi, la Norvegia è tra i primi 3 nelle scelte che farei.

 Siamo solo a giugno e posso dire che quest’anno sono già successe tante cose belle.

Come progetti futuri, quest’anno voglio finire le riprese del documentario sulla città di Calcata e arrivare in Islanda per girare un film.

 Chiedo alla cameriera il conto che ritorna con due dolcini offerti dalla casa. Pago il conto, ringraziamo ed usciamo lentamente dalla caffetteria. Anche lui deve tornare verso la stazione di Termini e continuiamo a chiacchierare di Roma, della sua nuova vita qui con la moglie e la figlia. Parliamo di quanto stiano crescendo i nostri figli e delle strade che prenderanno, se si occuperanano anche loro di filmmaking e fotografia oppure faranno totalmente altro. 

Arriviamo in stazione e ci salutiamo con l’impegno di vederci presto per un nuova storia da raccontare.

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