Andata e Ritorno. Intervista al travel blogger Andrea Petroni

Andrea Petroni

Coraggio lasciare tutto indietro e andare

Partire per ricominciare

Che non c’è niente di più vero di un miraggio

E per quanta strada ancora c’è da fare

Amerai il finale

Cesare Cremonini – Buon Viaggio ( Share The Love)

Oramai è trascorso un mese dal mio 40° compleanno e spesso rifletto sul fatto di non aver viaggiato proprio tantissimo. Certo, ci sono i viaggi di lavoro e le vacanze sempre fatte non spostandomi molto ma se volessi pensare a quelli che possono tranquillamente aggiudicarsi la lettera maiuscola (Viaggi) oppure quelli super (VIAGGI), mi manca ancora farli. Sono una persona molto curiosa, vorrei viaggiare ovunque ed andare all’estero (lo ammetto, mai stato all’estero). ma alla fine si procrastina sempre. In virtù proprio di questa mia curiosità ho pensato di farmi una chiacchierata con un professionista che vive di viaggi: Andrea Petroni, uno dei travel blogger più interessanti e influenti del nostro caro Bel Paese. 

Per motivi lavorativi non siamo ancora riusciti ad incontrarci dal vivo e abbiamo approfittato del caro e amato webbe per farci quattro chiacchiere sul viaggio e sullo storytelling

Ciao Andrea, grazie mille innanzitutto per aver accettato di dedicarmi un po’ del tuo prezioso tempo per questa chiacchierata. Parafrasando l’incipit del tuo libro “Professione Travel Blogger. Trasforma la tua passione per i viaggi in un lavoro”, edito da Flaccovio Editore, questa intervista è rivolta principalmente a tutti quelli che nutrono una forte passione per i viaggi, a quelli che vogliono dare una svolta alla loro vita provando a trasformare la propria passione in un lavoro e a chi crede ancora nei sogni. Prima di parlare del tuo libro, vorrei iniziare questo viaggio parlando del progetto realizzato in collaborazione con l’ente turismo Germany Tourism per raccontare le meraviglie della Germania. Com’è nata questa collaborazione?

Questa collaborazione è nata 4 anni fa con la prima edizione di #enjoyhiddengermany in cui sono stato coinvolto come travel blogger italiano per raccontare al nostro mercato le gemme nascoste della Germania. Seguito da un videomaker sono andato per tre anni (una settimana per ogni anno) a visitare luoghi poco noti dal turismo di massa per raccontare un Paese che va molto oltre le grandi città conosciute da tutti. Un racconto live sui social, un articolo sul mio blog e quattro video ufficiali con me come protagonista (trailer + 3 episodi) utilizzati dall’ente per promuovere quel tipo di viaggio. Le ultime due edizioni sono state poi realizzate con le ferrovie tedesche DBbahn per promuovere un viaggio in treno ecosostenibile.

Il Covid19 e le relative restrizioni hanno messo un freno per un lungo anno alle partenze, ai viaggi, ai semplici spostamenti per andare a fare la spesa. Pur non essendo ancora superata, questa “parvenza” di ripartenza sta offrendo la possibilità di respiro sia alle aziende che alle persone. Secondo la tua esperienza, in che modo si sta ripartendo e quali pensi siano le soluzioni che le aziende che operano nel turismo per ripartire del tutto? 

Purtroppo le continue notizie di varianti e contagi stanno distruggendo il turismo che oscilla tra pochi alti (estivi) e molti bassi durante tutto l’anno. Non c’è una formula magica se non quella di rassicurare il potenziale viaggiatore mostrando le norme di sicurezza da loro messe in atto, e raccontare le peculiarità del territorio, della struttura…e soprattutto i media dovrebbero raccontare i fatti pensando meno al sensazionalismo mediatico e al loro guadagno ma più al bene complessivo dell’Italia, delle persone e dell’economia. Un giorno si legge una cosa, quello successivo una notizia che smentisce la prima, e poi quei titoli acchiappa clic che stanno davvero facendo del male.

Piccola pausa.. qualche settimana fa hai annunciato sui tuoi canali social ai fan un nuovo grande viaggio per la tua bellissima famiglia, l’arrivo di un nuovo bebè in casa Petroni. Ho letto il post e mi sono divertito, nel senso positivo del termine, per la notizia ovviamente e per il modo, per la tua capacità di raccontare e fare storytelling sulle tue questioni familiari. Come si preannuncia questo nuovo viaggio?

Si prennuncia emozionantissimo. Viaggiare con Nicholas (il nostro primo figlio) si è rivelato fantastico, stiamo riscoprendo il mondo con occhi e tempi diversi, e sono sicuro che con la piccola che nascerà agli inizi di maggio sarà ancora più bello e divertente. Viaggiare con i bambini è tutta questione di organizzazione mentale e serenità d’animo.

Nel tuo libro, a breve in uscita con la terza edizione (ndr la prima nel 2017 e la seconda nel 2019), offri una guida completa per diventare un travel blogger come te. Un manuale che non è solo ricco di consigli, di tips e numeri, ma è vero, sincero, reale. Spesso si trovano libri che si concentrano esclusivamente sui tecnicismi. Il che, per un tipo di libri va anche piuttosto bene, ma io preferisco dove ci sia una gran bella dosa di umanità e di cuore di chi l’ha scritto. Per cui ti faccio una di quelle domande standard ma che mi interessano davvero. qual’è il tuo processo creativo nella stesura del libro?

Io sono molto istintivo. Quando mi è stato proposto di scrivere “Professione Travel Blogger” ho messo subito in chiaro una cosa: “devo scriverlo così come sono, semplice e diretto, come se stessi parlando a un amico”. La casa editrice mi rispose  “è proprio quello che vogliamo”. E così è stato. Sia nei libri, che negli articoli del blog, ma anche sui social, lascio fluire le parole sulla tastiera senza forzature.

Un mesetto fa ho letto un post su Linkedin dove si parlava di quanto la Galleria degli Uffizi fosse schizzata in vetta nella classifica dei musei più visitati dai turisti, superando di gran lunga altri famosi musei europei. grazie anche alla promozione avuta sui canali di Chiara Ferragni. Oggi, più di prima, anche in Italia gli Enti Del Turismo si stanno affidando ad influencer, travel blogger ma anche a nomi dello spettacolo o dello sport (vedi Roberto Mancini per le Marche e Stefano Accorsi per l’Emilia) per promuovere il loro territorio. Non volendo entrare ovviamente nei meriti degli accordi economici, quanto secondo te conviene ad un ente del turismo affidarsi a dei grandi nomi?

Volente o nolente l’obiettivo è quello di attirare il maggior numero di persone e ben venga la Chiara Ferragni di turno che spinge centinaia di migliaia di persone di qualsiasi età, soprattutto i più giovani, a visitare gli Uffizi. Quando si parla di influencer marketing c’è sempre un po’ di snobismo, ma al di là dei numeri, scegliendo l’influencer più adatto ai propri scopi e analizzandolo con estrema attenzione, si possono ottenere risultati molto soddisfacenti.

I sogni diventano realtà. Spesso si usa questa espressione e nel tuo caso è accaduto davvero. Un giorno vieni convocato negli uffici dei tuoi superiori che ti annunciano il licenziamento. Esci dall’azienda e decidi di investire il tuo tempo nel tuo sogno. A Napoli si dice “ Se chiure ‘na porta e s’arape ‘nu purtone”. A te si è spalancato un grandissimo portone. Da quel giorno, tv, televisione, radio; tutti iniziano ad interessarsi al tuo lavoro e alla tua professionalità. Volendo dare un consiglio a chi è appassionato di viaggi, cosa diresti?

Consiglio a tutti di iniziare solo se spinti da una forte passione per il viaggio e con tanta voglia di condividere le proprie esperienze in maniera del tutto disinteressata. Io ho iniziato così e poi gli eventi della vita mi hanno permesso di trasformare questa passione in un lavoro. Dietro c’è però tanto studio e tanto lavoro che purtroppo non viene percepito.

“Marì, vie’ ‘n po’ a senti questo che vole, travel bug, blos, boh… io nun ce capisco niente”. Ancora oggi quando qualcuno sente parlare del lavoro di blogger ha queste reazioni o simili, o al massimo sminuisce dicendo che bisogna trovarsi un lavoro vero. Nel tuo libro definisci il blogger come “sognatore”. Puoi spiegarmi bene cosa intendi? E cosa racconti, ancora oggi, alle persone che rispondono in questo modo.

Il viaggiatore è di per sé un sognatore, sempre in cerca di nuove emozioni in giro per il mondo e il blogger, che condivide le sue esperienze o i suoi consigli in maniera del tutto disinteressata solo per aiutare altri viaggiatori come lui, incarna proprio lo spirito del sognatore. Quando ho iniziato io, nel 2009, era difficilissimo far comprendere questo lavoro. Oggi fortunatamente lo è un po’ di meno, anche se siamo ancora lontani anni luce dalla percezione del blogger che si ha negli Stati Uniti o nei Paesi del Nord Europa. Oggi, con tutti i social che ci sono sui nostri smartphone e che utilizziamo quotidianamente, definirci blogger è diventato un po’ riduttivo, però a me ancora piace definirmi così.

Da quando hai iniziato nell’ormai lontano 2009, VoloGratis è diventato ormai sinonimo di affidabilità quando si parla di viaggi. Tutto è nato dalla scelta di non mettersi sempre a inviare messaggi su messaggi ai tuoi amici che ti chiedevano le ultime offerte delle compagnie aeree. Ti saresti mai aspettato e immaginato che 11 anni dopo saresti approdato su piattaforme come TikTok? Quanto è cambiato oggi il modo di fare storytelling? E quanto, secondo te, cambierà nei prossimi 10 anni?

Assolutamente no. Quando ho iniziato io c’era solo Facebook. Oggi tutto è più complicato perché per rimanere sulla cresta dell’onda bisogna anticipare i trend del mercato e adattare la propria comunicazione a ogni singolo social. Ciò implica contenuti diversi realizzati con un linguaggio specifico per ogni piattaforma. Io sono su tutti i social: Facebook, Instagram, TikTok, Pinterest, Linkedin.

TikTok sta pian pianino soppiantando gli altri. È un tipo di comunicazione che si adatta molto bene al turismo e a questi nostri tempi in cui cerchiamo l’informazione in una manciata di secondi. Sarà sicuramente il social del futuro. Nei prossimi 10 anni uscirà sicuramente qualche altra piattaforma. I social sono ciclici e la bravura del blogger consiste nel riuscire ad assorbire il cambiamento e a modificare la propria comunicazione adattandola ai tempi.

A proposito di storytelling e di racconti, un mese fa circa è uscito il tuo nuovo libro/guida, edito sempre da Flaccovio, “ Passeggiate Romane”. Come ci si sente a pubblicare un libro dove racconti la tua città?

È stata un’emozione fortissima. Parlare di Roma, la mia città, e soprattutto di una Roma insolita fatta di luoghi bellissimi ma sconosciuti spesso anche ai romani, era un sogno che tenevo nel cassetto da molto tempo. Poi con la seconda ondata pandemica, chiuso in casa senza viaggiare, ho capito che era arrivato il momento di tirarlo fuori dal cassetto. Poi la prefazione di Lillo (Petrolo) è stata la ciliegina sulla torta.

Prima di concludere volevo ringraziarti per il tempo che mi hai dedicato e la tua cortesia e disponibilità e farti un’ultima domanda: quale sarà la prossima meta da raccontare?

Sono appena rientrato dalla Giordania, un Paese favoloso che consiglio a tutti di visitare almeno una volta nella vita. Nel prossimo mese farò qualche viaggio in Italia e poi spero nuovamente di tornare a viaggiare in giro per il mondo. Questo è un augurio che faccio a tutti: speriamo di poter tornare presto liberi di scegliere una meta in qualsiasi parte del mondo e riprovare quelle forti emozioni che provavamo fino agli inizi del 2020.

Buon viaggio.

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